ERASMUS+ VOICES: COPENAGHEN - MALOV MOBILITY - 23345-MOBGRP-156816
Prosegue con questa nuova testimonianza la serie di articoli scritti da studenti per studenti dedicata all'esperienza di mobilità Erasmus+. Le parole d'ordine rimangono: coraggio di mettersi in gioco, valigia piena di esperienze e crescita. In questa nuova esperienza si aggiungono: valori europei, futuro e democrazia. Raccogliamo le emozioni, le testimonianze, i luoghi e i momenti che non solo hanno segnato la mobilità dei nostri studenti, ma che li aiutano nella crescita come giovani adulti e futuri cittadini attivi della nostra Europa. Riportiamo il diario di bordo scritto a 6 mani dalle ragazze che hanno partecipato: Maya (2B tur), Elisa (2C afm), Sofia (2A afm), Irma Sofia (2B afm), Luna (2D afm) e Melisa (2I afm)
L’avventura è iniziata domenica 15 marzo mattina carica di aspettativa. Il punto di ritrovo è l'aeroporto di Venezia, ore 9:00. Tra il brusio dei viaggiatori e il controllo dei documenti, l’emozione è palpabile: sei studentesse pronte a mettersi in gioco, accompagnate dalle professoresse Gon e Del Magno. Alle 11:00, il volo decolla puntuale, lasciando l'Italia per puntare dritti verso il cuore della Scandinavia.
Domenica 15 marzo
Appena atterrate a Copenaghen, dopo un pranzo veloce in aeroporto, veniamo subito immerse nell’atmosfera danese. Prendiamo la metro e ci dirigiamo verso il centro, nella piazza del Municipio. Il paesaggio urbano ci colpisce immediatamente: gli edifici hanno uno stile unico, con tetti spioventi, muri di mattoni rossi e una quasi totale assenza di balconi e cemento a vista. È una città che sembra sussurrare storie antiche attraverso le sue facciate colorate. In attesa di incontrare i nostri host presso la Måløvhøj Skole, le professoresse ci portano alla scoperta della città. Lasciamo le valigie nei locker e visitiamo la Cattedrale di Nostra Signora. L’ingresso sembra quello di un tempio antico, ma l’interno è spoglio, quasi minimalista, fedele alla tradizione religiosa locale. Ci mostrano una foto del matrimonio reale celebrato proprio lì, ma a colpirci è più l’architettura che la sfarzosità.
La tappa successiva è la celebre Torre Rotonda (Rundetårn). È incredibile: non ci sono scalini, ma un’unica rampa elicoidale. Ci spiegano che serviva a permettere alle carrozze trainate dai cavalli di salire fino in cima. Dalla terrazza panoramica, Copenaghen si svela sotto di noi in tutta la sua bellezza anche se il cielo è nuvoloso e tendente al grigio. Prima di ripartire, facciamo un salto al Castello di Rosenborg, con i suoi tetti verdi e il fossato pieno di pesci, immerso in un parco che, seppur spoglio per l’inverno, conserva un fascino maestoso. Per riprendere le valigie dal deposito, attraversiamo Strøget, importante via commerciale di Copenhagen e intravediamo il maestoso Parlamento.
Alle 18:00 arriviamo a Måløv dopo una veloce connessione con metro e treno. Il sistema di trasporto pubblico è capillare ed efficiente. Alla scuola ci aspettano i nostri partner e i loro genitori che hanno organizzato una cena di benvenuto all’interno della scuola di domenica sera. Cenare in convivialità con le famiglie aiuta a rompere il ghiaccio e ci infonde serenità. Facciamo dei giochi per conoscerci, piccoli gesti come "battersi il cinque" per superare l’imbarazzo. Anche se le attività sono brevi, la serata si conclude con la consapevolezza che stiamo per vivere qualcosa di speciale.
Lunedì 16 marzo
Alle ore 8:50 ci ritroviamo nell’auditorium della scuola per le presentazioni. Ogni gruppo scuola deve presentare la propria realtà scolastica e presentarsi raccontando sogni e desideri per il futuro. La tematica della settimana ruota attorno al futuro e alla capacità di autodeterminazione nel creare un cambiamento positivo per il futuro.
Noi siamo il secondo gruppo che si presenta davanti ai circa 50 partecipanti: siamo cariche di una leggera tensione che sparisce non appena iniziamo a parlare della nostra scuola e dell'intervista fatta alla nostra preside sulla visione di futuro dell'istruzione, sul ruolo dei docenti e della scuola nel creare futuri possibili.
Dopo un pranzo veloce con le nostre host, torniamo a Copenaghen per visitare la "Youth Democracy House". È un luogo vibrante di riqualificazione urbana. Sorge infatti dove anni addietro si trovava il macello di Copenaghen, oggi è uno spazio aperto dove giovani e adulti discutono di democrazia, si confrontano su tematiche quali ambiente e sociale. Guidate dalle esperte di Destination Hope, noi studenti scriviamo su dei foglietti prima tutte le nostre preoccupazioni e, successivamente, le nostre speranze per il futuro. Discutiamo in piccoli gruppi e capiamo che, nonostante le diverse nazionalità, lingue e culture, i nostri timori per le guerre e le diseguaglianze sono gli stessi, così come le speranze per un futuro di pace e di maggiore equità. La conclusione è unanime: per un futuro "migliore", serve l'impegno di tutti, il desiderio e l’azione concreta di noi giovani generazioni.
Il pomeriggio prosegue con un tour iconico guidato dalle nostre prof: camminiamo attraverso i punti di maggiore attrazione turistica e spessore culturale della capitale: la Sirenetta di Andersen che osserva malinconica il porto e il termovalorizzatore di CopenHill, la maestosa fontana della dea con i buoi, Kastellet: la cittadella fortificata con il mulino a vento, la piazza e le celebri case colorate lungo i canali. Concludiamo attraversando il Palazzo di Amalienborg e arrivando a Nyhavn e celebri case colorate lungo i canali. La giornata si chiude rientrando a Måløv, dove le nostre host hanno organizzato una pizza tutte insieme.
Martedì 17 marzo
Martedì è il giorno dedicato all’innovazione, all'architettura e al coraggio di immaginare futuri possibili. Ci rechiamo a "Thor Avej 29", un centro dove oltre 190 persone lavorano per il cambiamento sociale e la sostenibilità. Divise in gruppi, ci viene chiesto di immaginare il mondo nel 2040. Quali comportamenti dovremmo smettere di adottare? Cosa possiamo fare oggi per cambiare il domani?
Il momento più curioso è l’interazione con una "macchina del futuro" dotata di intelligenza artificiale, che risponde alle nostre domande descrivendo cosa sta accadendo nel suo tempo. Ma il momento più emozionante arriva quando leggiamo le "Lettere d'amore al nostro futuro" che tutti gli studenti dovevano scrivere prima di partire. Sentire quelle parole lette ad alta voce ci aiuta a scoprirci simili, nelle paure e nelle speranze, nei desideri e nei valori di amicizia, rispetto e nel desiderio di un futuro di pace, di inclusione e opportunità per tutti.
Il pomeriggio prosegue con attività nel centro di Copenaghen e una serata al ristorante organizzata dai genitori host. Mangiamo hamburger e poi ci lanciamo nello Shuffleboard, un gioco di precisione che scatena una competizione divertentissima. Ridiamo, giochiamo e torniamo a casa stanche ma felici.
Mercoledì 18 marzo
Mercoledì è la giornata della creatività: un’esperta d’arte ci guida nella creazione di stampi utilizzando materiali riciclati dell’edilizia. Intagliamo, coloriamo e stampiamo sulla base di immagini che sviluppiamo con la nostra fantasia e manualità riflettendo su quanto abbiamo discusso e condiviso insieme, sulle lettere al nostro futuro e sui possibili futuri che desideriamo per noi e per le nostre società Dopo il lavoro individuale, uniamo gli sforzi e le nostre produzioni per creare il vero capolavoro: l’opera collettiva a cui noi ragazzi, democraticamente a maggioranza, abbiamo deciso di dare la forma dell'infinito. Ogni nostro piccolo pezzo viene incollato su una tavola di legno e stampato con rulli di vernice blu, gialla e verde. Vedere il risultato finale ci fa capire quanto il lavoro di squadra possa trasformare singole individualità in qualcosa di più grande, collettivo e significativo.
Nel pomeriggio scopriamo il concetto danese di "Club e di Hygge". Scopriamo che i ragazzi in Danimarca hanno accesso a spazi a loro dedicati dove trascorrere il tempo dopo scuola. Nei Club che abbiamo visitato gli studenti, con un piccolo contributo mensile, possono accedere a palestre, sale videogame, cucine, spazi art and craft, mini campi da calcio, basket, falegnamerie e spazi comuni dove giocare e intrattenersi, sorvegliati da educatori. In questi club trascorriamo il tempo giocando a pallavolo, calcio e a carte, ceniamo con un kebab e continuiamo a sfidarci a ping pong e calcetto fino a quando non scende il buio. È in questi momenti di gioco libero e di socializzazione che possiamo conoscerci meglio e legare con i nostri coetanei.
Giovedì 19 marzo
L’ultimo giorno di attività è un mix di creatività e riflessione. Partecipiamo a workshop a rotazione: registriamo podcast in inglese e nella nostra lingua madre partendo dalle frasi delle nostre lettere d’amore, e registriamo suoni ambientali per creare composizioni sonore. Un’attività intensa è quella del ritratto: dobbiamo disegnare il compagno di fronte senza mai staccare gli occhi dai suoi, un esercizio di contatto visivo che ci mette alla prova.
Nel pomeriggio, il ritmo cambia con una "drum session" guidata da un professore di musica. Il suono dei tamburi all’unisono crea un’energia incredibile, un battito comune che ci unisce tutti. La giornata si conclude al secondo club di Måløv tra biliardo e giochi da tavolo, una passeggiata tra gli animali della fattoria didattica e cenando insieme a tutti i ragazzi e ai professori che ci hanno accompagnato in questa mobilità. Quando usciamo dal club alle 20:00, sentiamo che quel posto ci appartiene un po'. Alcuni di noi restano al campo da calcio per gli ultimi tiri e le ultime risate, cercando di allungare il più possibile il tempo che ci separa dalla partenza.
Venerdì 20 marzo
Venerdì mattina l'atmosfera è carica di malinconia. Ci troviamo alla stazione alle 7:00. Ci sono lunghi abbracci e la promessa di rivedersi. Siamo combattute: la voglia di riabbracciare le nostre famiglie a casa lotta con la tristezza di lasciare questa nuova dimensione danese.
Il viaggio di ritorno diventa un'avventura nell'avventura. Un ritardo nel volo da Copenaghen ci fa perdere la coincidenza a Francoforte. Ci ritroviamo bloccate in aeroporto per otto ore. Quella che poteva essere una complicazione si trasforma nell’ultimo atto di condivisione: la Lufthansa ci offre un buono pasto, ci rilassiamo su dei divanetti guardando un film, giochiamo coinvolgendo anche le prof e ridiamo della situazione.
Atterriamo a Trieste alle 23:00. Vedere i volti dei nostri genitori ci rasserena, ma un pezzetto del nostro cuore è rimasto a Måløv. Ringraziamo le prof.sse Gon e Del Magno: grazie alla loro capacità di rendere ogni momento "significativo e sereno", questa mobilità Erasmus ha contribuito ad arricchire il nostro modo di guardare il mondo e la sua complessità.
Maya, Meilsa, Sofia, Irma Sofia, Elisa e Luna
