Progetto rispettAMI: in Auditorium Zanon si parla di prevenzione e narcisismo
Venerdì 16 gennaio in Auditorium Zanon si è tenuto per le classi seconde il secondo incontro del progetto rispettAMI! dedicato alle caratteristiche del narcisista maligno, potenziale autore di violenza. Relatrice la psicoterapeuta Silvia Orso che, insieme alla prof.ssa Tibalt, referente del progetto, ha ripercorso il vissuto di Pasquale Guadagno, per delineare i tratti di un amore malato.

L’incontro ci ha permesso di comprendere quali sono i comportamenti ai quali dobbiamo fare attenzione in una relazione, come il bisogno di controllare l’altra persona, la gelosia eccessiva, la manipolazione emotiva e la mancanza di rispetto. Questi atteggiamenti inizialmente possono sembrare gesti di amore e protezione, ma poi, con il passare del tempo diventano gesti tossici, vere e proprie forme di violenza e di limitazione della libertà.
Abbiamo inoltre esaminato le forme di violenza psicologica, che tendono a privarti di una vita sociale e di violenza economica, quando il partner ti impedisce di lavorare o di essere indipendente, facendoti sentire inutile e legata a lui. Questo ci ha fatto capire che la violenza non è solo fisica, ma può avere diverse forme.
Durante l’incontro è stato sottolineato come la madre di Pasquale Guadagno abbia cercato di fuggire dal marito, Salvatore Guadagno, e di come non ci sia riuscita per i sensi di colpa, una donna che ha subito per anni violenza verbale, fisica ed economica e che avrebbe meritato solo una vita serena, libera dalla paura e dal dolore.

Una riflessione importante è stata quella che la violenza non nasce all'improvviso, ma cresce lentamente, all’interno di gesti che apparentemente sembrano amore ed è importante saperli individuare subito, prima di essere intrappolati in una gabbia, dalla quale è molto più difficile liberarsi.
Gli incontri del progetto rispettAMI! sono molto utili, perché ci aiutano a riconoscere i comportamenti tossici all’interno di una relazione e ci educano ad esprimere i sentimenti in modo da lasciare sempre la libertà a chi ci sta vicino. Ci insegnano anche che chiedere aiuto è fondamentale e che non bisogna mai sottovalutare atteggiamenti che possono trasformarsi in una gabbia pericolosa.
Ena Sojanovic
classe 2A AFM
