Nuove pietre d’inciampo a Udine, ricordato il sacrificio di Mario Cozzi

La classe 2 AT (il 28 genn) ha partecipato alla cerimonia di posa di una pietra d'inciampo in ricordo di una vittima del nazi-fascismo, Mario Cozzi.

Finalmente sono tornato a casa, dopo più di ottant’anni.

Mi chiamo Mario Cozzi e sono nato a Udine nel 1902. Fin da giovane ho creduto nella giustizia sociale; odiavo il fascismo e, per questo, ho svolto attività clandestine aderendo al Partito Comunista. Dopo l’8 settembre 1943, ho fatto la Resistenza con i partigiani Garibaldi: mettevamo bombe, distribuivamo volantini, davamo fastidio ai nazisti.

Sono diventato Otello.

Il 18 agosto 1944 sono stato catturato dalla SIPO. Mi mandarono prima al carcere di via Spalato, poi a Mauthausen — matricola numero 126695 — e infine mi portarono ad Amstetten. Lì ho vissuto l’inferno e la fame, spostando macerie e riparando binari sotto le bombe. Sono morto nel ’45 nell’infermeria del campo, ma il mio corpo non è mai stato ritrovato.

Ricordate, come ho scritto alle mie bambine, che mi sono trovato in questa situazione per aver combattuto per un’idea giusta, contro i nazifascisti, per la libertà e il benessere dei popoli.

Questa pietra d'inciampo ci invita a rallentare, a chinare lo sguardo e a riflettere. Ricordare significa restituire dignità a chi è stato vittima dell'odio e della persecuzione. La memoria non riguarda solo il passato, ma anche il presente e il futuro. Ci ricorda quanto siano fragili la libertà e i diritti umani e quanto sia importante non restare indifferenti. Ogni passo davanti a questa pietra è un impegno a non dimenticare e a costruire una società fondata sul rispetto, sulla giustizia e sull'umanità.

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