"Leggi che ti passa" incontra i gruppi di lettura udinesi
Si è concluso con un grande successo di pubblico l’incontro dei gruppi di lettura della provincia di Udine, svoltosi nell'ambito del prestigioso festival "La notte dei lettori". Tra i protagonisti della giornata, il nostro gruppo di lettura d’istituto, "Leggi che ti passa", che ha rappresentato l’Istituto Zanon con una performance emozionante e originale.
Il tema portante dell’edizione di quest'anno, "La cura", ha spinto i giovani lettori a interrogarsi su cosa significhi davvero farsi carico dell’altro. Il nostro gruppo ha scelto di indagare questo concetto attraverso le pagine del celebre romanzo di Niccolò Ammaniti, “Io non ho paura”, concentrandosi sulla figura indimenticabile del protagonista, Michele Amitrano. Perché Michele? Perché in un mondo di adulti feroci o rassegnati, Michele è l’unico che sceglie di "curare" il piccolo Filippo, prigioniero nel buco.
La sua non è una cura medica, ma una cura dell’anima: è la scelta di portare cibo, parole, compagnia e, infine, la libertà, rischiando la propria vita. Michele ci insegna che avere cura significa, prima di tutto, avere coraggio.
La forza della nostra presentazione è risieduta nella scelta comunicativa: non una semplice relazione, ma un’esperienza immersiva. I ragazzi dello Zanon hanno saputo fondere abilmente la narrazione orale, leggendo i passi più densi del romanzo, con la proiezione di spezzoni della rappresentazione filmica di Gabriele Salvatores.
Questo dialogo tra parola scritta e immagine cinematografica ha permesso al pubblico di entrare nel clima torrido della campagna pugliese e di percepire fisicamente la tensione e la tenerezza del rapporto tra i due bambini. L’integrazione dei media ha reso il racconto dinamico e profondamente coinvolgente, catturando l'attenzione dei presenti. L’intervento del nostro gruppo è stato accolto con grande entusiasmo e calore.
Il confronto con gli altri gruppi della provincia ha arricchito ulteriormente il percorso, dimostrando come la lettura non è un atto solitario, ma un ponte che unisce l'istituto al territorio e alla comunità.
