Apertura del servizio (CIC online) Centro di Informazione e Consulenza


Si comunica che dal 1 aprile 2020, è attivo presso il nostro Istituto il servizio di Centro di Informazione e Consulenza online (CIC online).

Si tratta di un servizio di supporto psicologico rivolto a studenti, famiglie docenti che ha lo scopo di fornire, tramite comunicazioni via mail, informazioni e sostegno alle eventuali problematiche personali emerse in questo difficile periodo di emergenza sanitaria.

Opererà presso il CIC online la dott.ssa ELISA BATTILANA, psicologa e psicoterapeuta, già in servizio nel nostro Istituto per fornire consulenza, nell’anno scolastico in corso.

Le domande più significative verranno, con le relative risposte, pubblicate in forma anonima sul sito internet (FAQ). Chi non desidera che questo avvenga lo specificherà direttamente per iscritto, nel momento dell’invio della richiesta di supporto, alla dott.ssa Battilana.

Per usufruire del servizio scrivere alla mail elisa.battilana@itzanon.it: la dott.ssa risponderà appena possibile.

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Di seguito pubblichiamo le ultime nuove FAQ (domande frequenti):

Sono una studentessa di 5^ e ormai fra poco ci sarà l’esame di stato. Sono consapevole che questa cosa che sta succedendo non è colpa di nessuno e non c’è molto da fare per risolvere la situazione. Però, ora che la maturità si avvicina mi sento sempre più nervosa tanto da non riuscire a concentrarmi e capire come prepararmi per l’esame. Le informazioni che abbiamo sono poche e confuse, rischiamo che non ci venga riconosciuto il lavoro fatto in questi anni, visto che non si capisce come valuteranno l’esame. Ha qualche suggerimento per gestire questo nervosismo che sento dentro?

Questo nervosismo che senti è un misto di ansia per l’esame, normale e fisiologica, alla quale si aggiunge la rabbia per un’ingiustizia che tu e i tuoi compagni state vivendo. Come giustamente dici tu, non è colpa di nessuno quindi non è una rabbia che possa essere rivolta contro qualcuno in particolare, ma è contro il fato e il destino avverso. Ormai sappiamo che ci sarà una commissione interna con presidente esterno e, molto probabilmente, farete l’orale e non le prove scritte. Questo sì, è un esame nuovo nella modalità e come sarà nuovo per voi lo sarà anche per la commissione: quindi suggerisco di lasciare un po’ di tempo ai tuoi insegnanti per capire come dovranno strutturare l’esame per poi seguire le loro indicazioni e consigli. Più viviamo nel desiderio di avere delle certezze sul futuro per poter pianificare e controllare il presente, più andrà ad aumentare il nervosismo che provi. Un suggerimento è quindi quello di fare quello che hai fatto negli ultimi anni del tuo percorso scolastico e seguire le indicazioni che i tuoi insegnanti vi forniranno. Quando senti che il nervosismo e la rabbia aumentano, prova a scaricarli facendo uscire questa energia con dell’attività fisica, balla, canta oppure fatti una bella doccia rilassante o prova a parlarne con qualcuno, magari un compagno, un’amica o un familiare. Per quanto riguarda la valutazione dell’esame, il fatto che la commissione sia composta da insegnanti interni ci permette di “mettere in salvo” il lavoro e l’impegno degli ultimi anni, nel bene e nel male. Cosa ne pensi? Mettiti per un attimo nei panni di un insegnante, se ti trovassi al loro posto cosa faresti?

 

Sono una mamma e sono molto preoccupata per mia figlia perché trascorre tutto il giorno davanti al computer. Il fatto è che ora le serve per seguire le lezioni quindi non le posso sequestrare i dispositivi come facevo prima dell’emergenza COVID-19. La mattina è assonnata, la notte dorme poco perché, lei lo nega, lo so che guarda Netflix fino a tardi!

L’emergenza COVID-19 che stiamo vivendo sta portando tutti noi ad usare in modo eccessivo i dispositivi video, un po’ per lavoro, un po’ per svago e per mantenere i contatti con amici e parenti che non vediamo da tempo. Tra l’altro, non sappiamo quali saranno le modalità di uscita da casa dopo il lockdown, i ragazzi non potranno più ritrovarsi come sono stati soliti fare pertanto potranno restare in contatto solo online con gli amici per chissà quanto tempo. Le suggerirei di non negare a sua figlia l’uso dei dispositivi ma di cogliere questo restare a casa forzatamente per condividere un po’ il mondo online con sua figlia, si faccia, sinceramente, vedere interessata a quello che fa, le chieda di spiegarle come funzionano certe applicazioni o di suggerirle una serie tv da guardare assieme. Ora i ragazzi, ma anche noi adulti, abbiamo bisogno del mondo online e negarne l’accesso non farà altro che aumentare il contrasto tra di voi. Pian piano, se reputa che sua figlia stia usando i dispositivi elettronici in modo negativo e passivo, provi a suggerirle dei modi più attivi nell’uso dei dispositivi magari imparando ad usare nuove applicazioni, fare delle foto creative da pubblicare su Instagram o svolgendo i compiti con qualche compagna. Inoltre, ogni tanto provi a proporle di fare delle attività assieme come una piccola passeggiata o altro che secondo lei possa essere di interesse.

 

Buongiorno Dott.ssa, sono un’insegnante e mi trovo in difficoltà nella valutazione degli studenti con la didattica online. Durante le verifiche si vede che gli studenti copiano, non tutti ma molti sì. Mi sento presa in giro in quanto sono costretta a dargli fiducia, ma questa inevitabilmente viene a cadere, in particolare, nei confronti di alcuni.

La didattica e di conseguenza le valutazioni si sono totalmente stravolte, è normale trovarsi in difficoltà dovendo modificare il modo di lavorare e sicuramente noi adulti facciamo più fatica nell’adattarci alle novità rispetto ai ragazzi che sono più flessibili e si abituano con maggiore facilità. Non essendoci la possibilità di controllare gli studenti mentre svolgono la verifica, siete costretti a fidarvi di loro, per poi sentire un senso di impotenza e dispiacere per come alcuni si approcciano allo studio e ai compiti. Inoltre, più mi ostino a pensare a quello che non va, cercando la soluzione migliore per risolvere quello che mi fa arrabbiare, più crescerà il mio senso di impotenza.  Suggerisco allora di cambiare obiettivo. Per gestire con maggiore facilità questo senso di frustrazione pensi che questi mesi permetteranno ai ragazzi di crescere rispetto ad altre abilità come ad esempio l’organizzazione del tempo e il sapersi autodisciplinare, competenze che saranno necessarie quando affronteranno ad esempio gli studi universitari. Questi mesi permetteranno ai ragazzi un altro tipo di crescita e maturazione.

Per quanto riguarda le conoscenze delle discipline scolastiche, non appena si potrà tornare alla didattica in presenza, i nodi verranno al pettine e in quel momento, anche dopo aver nuovamente lavorato per colmare le lacune didattiche pregresse e nonostante il dispiacere per l’eventuale insuccesso confermato, potrete certamente ritenere che il vostro operato, rivolto al bene dei ragazzi, sia comunque stato adeguato.  

Infine quando il senso di frustrazione si farà sentire maggiormente, suggerirei di dedicare un po’ di tempo della lezione per riflettere con i ragazzi su questi aspetti, in modo da accompagnarli in questo tipo di crescita, mettendo un attimo da parte l’acquisizione delle conoscenze didattiche per sviluppare il senso di responsabilità e di autodisciplina.

 

Scrivo a nome della mia classe in quanto sono rappresentante. Ora che stiamo facendo didattica online abbiamo delle difficoltà con un paio di insegnanti che richiedono da noi veramente tanto e molti ragazzi della classe non riescono a stare al passo. Tra l’altro anche la modalità che alcuni stanno usando per insegnare non ci va per niente bene, facciamo fatica a capire il programma. Non sappiamo come fare per cambiare la situazione, avrebbe dei suggerimenti da darci?

La didattica online per certe materie, è sicuramente più complessa che per altre. Inoltre, ci sono alcuni docenti che sono più “esperti digitali” di altri che fanno fatica ad usare i dispositivi informatici perché proprio non hanno magari le abilità di base. Il suggerimento che posso darvi è quello di parlare con i docenti con cui vi state trovando in maggiore difficoltà. Potreste innanzitutto fare tra di voi un’assemblea di classe e decidere assieme cosa non vi va bene nella modalità di insegnamento e fare delle proposte su delle modalità che secondo voi potrebbero essere più efficaci. Una volta stabilito cosa non va e come poter migliorare, potreste chiedere ai singoli insegnanti di discutere assieme di questi aspetti, esponendo le vostre difficoltà e soprattutto facendo delle proposte. In questo modo, con le vostre proposte e suggerimenti, potrete sperimentare assieme se sono o non sono efficaci. Ricordiamoci però che l’insegnamento è molto soggettivo e una modalità può andar bene a uno ma non ad un altro, sia esso uno studente ma anche un docente, proprio per quelle competenze e caratteristiche soggettive che ognuno di noi possiede.

 

Di seguito pubblichiamo ulteriori FAQ (domande frequenti):

 

Stare chiusa in casa mentre tante persone sono in difficoltà, soffrono e muoiono mi fa sentire impotente, mi sento come chiusa in una bolla e totalmente inutile. Cosa posso fare?

Le notizie che quotidianamente sentiamo alla tv e leggiamo sui media descrivono dei veri e propri scenari di guerra e il mondo intero si trova a combattere contro un nemico invisibile e poco conosciuto. Il tuo sentimento di inutilità e il tuo sentirti spaesata è condiviso da molte persone e, molto probabilmente, anche dal personale sanitario e governativo che ogni giorno combatte in prima linea questo nemico. Noi dalle nostre case possiamo fare quello che medici ed infermieri ci stanno chiedendo, cioè stare a casa!! Solo in questo modo possiamo dare una mano ed essere utili nel far sì che il virus scompaia ed evitare che il numero dei contagiati aumenti.

Dalle nostre case possiamo anche essere utili sostenendo le persone che come noi stanno vivendo questa situazione e magari si trovano in casa da soli o vivono delle situazioni familiari che sai non essere serene. Potresti scrivere e telefonare a chi sai essere a casa da solo, organizzare una chat di gruppo con alcuni tuoi compagni e amici, se il tuo vicino di casa è una persona anziana potresti offrirti per qualche piccola commissione, rispettando sempre le regole di distanziamento sociale, o semplicemente portargli una fetta di quel dolce che in questi giorni hai preparato.

  

Mia mamma lavora come sanitario in ospedale. Ho tanta paura per la sua salute, quando torna a casa dal turno di lavoro è stanchissima e cerca di non starci vicina perché ha paura di poter contagiare, nel caso in cui dovesse essere infetta, anche noi.

La paura è una delle emozioni base e il suo scopo è quello di farci capire che dobbiamo stare attenti perché siamo di fronte ad un pericolo, che ora è il Coronavirus. Quando proviamo paura cerchiamo di difenderci con tutti gli strumenti che abbiamo e controlliamo nel dettaglio tutto quello che possiamo. Tua mamma conosce benissimo quello che è importante fare per ridurre al minimo il rischio di contagio, dobbiamo però rimanere consapevoli che non possiamo azzerare il rischio. Quello che puoi fare è cercare di aiutarla nella gestione della casa quindi chiedile in cosa la puoi aiutare, cosa puoi fare, in modo da permetterle di riposare quando ritorna dai turni estenuanti. Questa tua vicinanza le potrà dare la forza necessaria per svolgere al meglio il suo lavoro e nel modo più concentrato possibile. Quando la paura per quello che può succedere si fa sempre più grande parlane con qualcuno, un altro familiare o un tuo amico. La vicinanza emotiva degli altri non può farci di certo passare la paura, ma condividere un dolore e un’emozione così forte la può rendere più tollerabile. Chiacchierare con gli amici, ascoltare della musica e svagare la mente per un po’ ci può rendere più forti aumentando la nostra capacità di resilienza, cioè la capacità di resistere a momenti di forte stress.

 

Mi trovo in difficoltà nell’organizzazione del tempo. Alla fine della giornata mi accorgo di non riuscire a svolgere tutti i compiti assegnati dai professori e in più i miei genitori continuano a dirmi che non faccio nulla, che non sono in vacanza e dovrei aiutare di più. Mi potrebbe dare qualche suggerimento su come gestire meglio il tempo?

Capita spesso che quando la giornata non viene scandita da impegni come andare a scuola, ad allenamento o ad altre attività, non si riesca ad essere molto produttivi. Il suggerimento è quello di organizzare la giornata con un’agenda. Scriviti quindi sempre il giorno prima, o ancora meglio 2 o 3 giorni prima, come organizzare il tempo dandoti degli obiettivi. Segnati per prima cosa i momenti in cui hai degli impegni fissi come le lezioni online, l’ora in cui ti devi alzare, i pranzi e le cene e successivamente completa gli altri orari inserendo le materie da studiare (ad esempio giovedì dalle 15.30 alle 16.00 gli esercizi di inglese, dalle 16.00 alle 17.00 studio economia aziendale, ecc..) e le mansioni domestiche (ad esempio tagliare l’erba in giardino o lavare i piatti) ed infine negli spazi liberi completa con i momenti da dedicare ai tuoi hobby e alle videochiamate con amici e fidanzato. In questo modo riuscirai a visualizzare come impieghi il tempo, capire quanto ti ci vuole per svolgere i vari compiti ed evitare di arrivare a fine giornata con ancora un sacco di cose da fare perché hai la tendenza a rimandare.